Anima, lungi queste cose orrende!
Ti sieno cari gli umili sentieri
ove nel lungo oblìo l'erba germoglia.
Una pace verrà ne' tuoi pensieri
nuova, e da te cadrà l'antica spoglia
come cade da l'albero la foglia
arida. E lungi queste cose orrende!
Ti sieno cari gli umili sentieri
ove nel lungo oblìo l'erba germoglia.
Una pace verrà ne' tuoi pensieri
nuova, e da te cadrà l'antica spoglia
come cade da l'albero la foglia
arida. E lungi queste cose orrende!
Di cosa ti fai vanto, quando non hai che le tue miserie?
Di cosa ti fai vanto, se guardandoti indietro non trovi che calcinacci e terra riarsa?
Ma delle tue stesse miserie, lucidate e rese splendide.
Alla luce delle candele, dietro la loro facciata riflettente, nessuno le riconoscerà come tali.
Di cosa ti fai maschera, quando non hai che le tue paure?
Di cosa ti fai maschera, quando non conosci che il ronzio obnubilante del silenzio?
A cosa servono, le maschere, se nessuno ha mai visto il viso che vi si nasconde?
Alla luce delle candele, la loro facciata riflettente sarà solo un altro viso storpio e ghignante che annega nella folla.
Di cosa ti fai scherno, quando non hai che di deridere te stesso?
Di cosa ti fai scherno, se sei tu stesso il fantoccio più patetico che ti raffigura, la tua parodia meglio riuscita?
A nulla giova pensare di essere una statua di marmo pregiato, se dal profondo il tuo essere grida «Crollerò!»
Alla luce delle candele, li guardi osservarti ammirati, e sei l’unico a sapere che il marmo ricopre nient’altro che fragile argilla.
Di cosa ti fai vanto, se guardandoti indietro non trovi che calcinacci e terra riarsa?
Ma delle tue stesse miserie, lucidate e rese splendide.
Alla luce delle candele, dietro la loro facciata riflettente, nessuno le riconoscerà come tali.
Di cosa ti fai maschera, quando non hai che le tue paure?
Di cosa ti fai maschera, quando non conosci che il ronzio obnubilante del silenzio?
A cosa servono, le maschere, se nessuno ha mai visto il viso che vi si nasconde?
Alla luce delle candele, la loro facciata riflettente sarà solo un altro viso storpio e ghignante che annega nella folla.
Di cosa ti fai scherno, quando non hai che di deridere te stesso?
Di cosa ti fai scherno, se sei tu stesso il fantoccio più patetico che ti raffigura, la tua parodia meglio riuscita?
A nulla giova pensare di essere una statua di marmo pregiato, se dal profondo il tuo essere grida «Crollerò!»
Alla luce delle candele, li guardi osservarti ammirati, e sei l’unico a sapere che il marmo ricopre nient’altro che fragile argilla.
Oscar è momentaneamente abbandonato.
Momentaneamente da sei mesi, a ben vedere, ma sono problemi che insorgono quando si attribuisce ad un personaggio di finzione l'interezza del proprio bagaglio emozionale. Rischia di renderti tanto instabile da darti la nausea.
Ci sono momenti in cui amo profondamente come sono riuscita a strutturarlo, ma il più delle volte subisce il mio odio incondizionato.
È un personaggio splendido, ma una persona orribile, citando una delle poche persone che capirà mai completamente Sublime.
Completamente ed irrimediabilmente vuoto. Senza vie di scampo, senza giustificazioni, senza punti di luce.
E vi assicuro che gestire un personaggio che si detesta con tutta l'anima è piuttosto faticoso. Per cui, per adesso Hortolus Animae è sospeso a data da destinarsi. Nonostante sia probabilmente una delle mie produzioni migliori, a volte essere all'altezza di se stessi è improponibile.
postato da: LouchetteDuVal alle ore 23:12
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categoria: oscar, indiscrezioni, novel, estetismi, sublime ignominie
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